Cenni sul Romanico

Lo stile romanico, in Italia, abbraccia il periodo storico che va dall'XI al XIII secolo. Giorgio Vasari (1511-1574, architetto e critico d'arte noto per le sue Vite) lo denominò "stile lombardo", vedendo in Lombardia le opere più pure di questo stile (basilica di Sant'Ambrogio).

La denominazione di romanico fu invece usata per la prima volta nel 1818 dall'archeologo francese M. De Gerville, convinto che l'arte dopo il 1000 costituisse una rinascita delle forme romane classiche.

La moderna critica ha conservato il termine, correggendone però il significato. L'arte romanica appare oggi come l'espressione del teocentrismo medievale, del forte richiamo di quel mondo al primato della sfera religiosa. Esso realizza una tensione mistica indipendente dagli eventi storici.

Il processo di formazione dell'architettura romanica deriva dalla trasformazione della Basilica cristiana da edificio di tipo leggero e discontinuo (per la copertura del tetto a capriate) in una struttura organica coperta con volte di pietra dotate di completa continuità muraria.

Le forme architettoniche risentono dell'influsso carolingio, fuso con quello classico-romano e paleocristiano, con l'uso di archi e volte retti da architravi e colonne polistili e cruciformi, e con materiali come mattoni a vista (posti anche come ornamento a lavorazione di "spina di pesce").

La luce, sapientemente trattata, giunge da finestre di dimensione ridotta [1], poste sui lati lunghi dell'edificio, ovvero entra con un grosso fascio dalle finestre della facciata per convergere verso l'altare, a volte rialzato, posto ad Est, verso il levarsi del sole, che rimanda simbolicamente a Cristo "luce del mondo", accrescendo il senso mistico e religioso.

Elementi caratteristici dello stile romanico sono la volta costolonata (sistema che mette in evidenza le parti con funzione strutturale), il pilastro cruciforme e polistile, gli archetti ciechi e le lesene nelle parti esterne come abbellimento.


[1]Nello stile romanico l'uso di murature perimetrali continue e di rilevante spessore è dovuto allo scarico del peso della volta, per cui vengono aperte nei muri delle feritoie ad arco che ricevono la luce dall'esterno e la diffondono il più possibile all'interno mediante la strombatura.














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