Pieve di Bruzzano ai tempi di san Carlo Borromeo

Nel 1395 - costituzione del Ducato di Milano - erano aggregate ben 85 pievi, che vennero nel tempo smembrate e cedute.
Bruzzano rimane Capo Pieve sino al febbraio del 1930, quando fu fagocitata dalla cittÓ di Milano. Nel XIV secolo Affori pass˛ assieme al nostro oratorio di San Mamete sotto la giurisdizione della Pieve di Bruzzano.

Nel XVI secolo la pieve di Bruzzano confinava con Milano e comprendeva Crescenzago, Affori, Niguarda, Prato Centenario, Cimiano, Precotto, Segnano (Greco), Cormano. La mappa sottoillustrata ne raffigura l'intero territorio, ci dÓ una esatta indicazione sia dei collegamenti della pieve con Milano, sia delle strade verso la zona Nord della diocesi, trasmettendoci un documento di grande importanza per la conoscenza dell'organizzazione urbanistica dell'alto milanese alla fine di quel secolo.

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ACAM, Raccolta carte topografiche e disegni.
Già in sez. X° - Visite pastorali, pieve di Bruzzano, vol. XI°, q.1 cm. 53,4 X 42; disegno a penna su carta a mano, inchiostro seppia.
Il cardinale Carlo Borromeo visitò la pieve di Bruzzano nel 1568 ed una seconda volta il 3 febbraio 1572. A quel tempo la chiesa plebana era dedicata alla natività di Maria (ACAM - sez. X°, Bruzzano vol. 20).

Orientata con il levante nella parte superiore, essa ci dà una precisa e piuttosto dettagliata situazione del sistema viario e fluviale nonché della conformazione dei nuclei abitati e della loro distribuzione sul territorio. Sulla destra del foglio, sono indicate le quattro porte della cinta muraria milanese che collegavano la città con l'area settentrionale della diocesi: porta Orientale, porta Nuova, porta Comasina - dicta de la Incoronata, perché posta vicino a quell'importante convento - porta Tenaglia, una delle porte secondarie, situata sul lato destro del Castello. Tutte rappresentate con l'indicazione di una torre, esse si aprono su altrettante strade. Quella uscente da porta Orientale, dopo aver attraversato il Naviglio a Crescenzago, si unisce a Brugherio con un ramo di quella proveniente da porta Nuova per andare verso Monza. La strada uscente da porta Comasina, subito si divide in tre bracci: quello verso levante va in direzione di Desio, gli altri due collegano i diversi paesi per poi condurre verso Como, dopo essersi congiunti alla via uscente da porta Tenaglia. Quella passante per Affori si dirige verso Ovest.

I corsi d'acqua rappresentati sono: il Naviglio - con i suoi ponti a Crescenzago, Gorla e "Cassina dei Pomi" - ed il Seveso, che vi confluisce poco prima dell'ingresso in Milano.

La grafia è semplice, ma si discosta completamente da quella delle altre carte. È infatti una rappresentazione planimetrica, tracciata solamente a penna, in cui i fiumi sono indicati con un tratto continuo e ondulato per rendere il senso del fluire dell'acqua. Le strade hanno anch'esse una particolare campitura con dei circoletti che le contraddistingue. Gli abitati sono resi da un agglomerato di edifici schematizzati in alzato, tutti con la stessa forma che si ripete (portale e piccola torretta centrale), a volte affacciati lungo le strade a volte no, e distribuiti quasi certamente secondo l'organizzazione del borgo. Vediamo così Affori con le sue case poste radialmente lungo le cinque vie che confluiscono al centro, dove sorge la chiesa, mente Dergano, Bruzzano ed altri si sviluppano lungo la strada che li attraversa. Numerosi sono gli oratori campestri: San Mamete, San Rocco, San Giorgio (di questi oratori solo San Mamete Ŕ resistito ai tempi); e le cascine: "Cassina biancha", "Cassina dei Pomi", "la Bichoca". Sono indicate perfino un'osteria ed il "Bettolino da l'acqua ".











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