Descrizione Pieve di Bollate

Nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero del XIII secolo troviamo: "in plebe Bolate, in strata ecclesiae Sancti Mametis….
La parola strata indica che la pieve di Bollate si trovava su una strada principale romana, quella che portava a Varese.

La località di Bollate era cinta da mura e munita di fortilizio, faceva parte del contado della Martesana, che taluni scrittori indicano come abitato da tribù guerresche che avevano come loro patrono Marte, il dio della guerra. Il vasto contado nel 1298 veniva diviso in due regioni:

  • La prima chiamata Faggia o Provincia de medio, che comprendeva Bolate
  • La seconda detta de ripa abdue infra che si estendeva lungo il fiume Adda e dove si trovavano altre Pievi.

    Verso la fine del IV° sec. a.C. i Galli, tribù celtiche di stirpe indoeuropea, si diffusero verso il mar Mediterraneo provenzale ed entrarono in Val Padana dal Monginevro. Vivevano in villaggi (vici) raggruppati in tribù ed ognuna aveva un proprio territorio (pagus). Il “pagus” romano sarà poi continuato dalla pieve (divisione ecclesiastica della diocesi, che si identificherà anche con la parte civile) che sarà costituita dalle “Fagge”, territorio suburbano di Milano ( 10 km. di distanza dalla città), presiedute dal “Console della faggia”.

    L’unica testimonianza dell’epoca paleocristiana, della zona, è la conoscenza dell’ubicazione cimiteriale, fuori della porta Comasina, oltre le mura. Dopo Ponte Vetero esisteva, in epoca imperiale, un cimitero con diverse tombe pagane, che venne poi usato anche per sepolture cristiane, specialmente nella zona intorno S.Simpliciano, dove nel 401 d.C., fu deposto accanto ai martiri dell’Anaunia (la Val di Non) il corpo del Vescovo successore di S.Ambrogio. In questo cimitero vennero rinvenute otto lapidi con indicazione di divinità pagane (Giove – Minerva – Ercole, e alle matrone) e iscrizioni funebri, cristiane e pagane. Nel luogo del cimitero vi era un sacello gradatamente trasformato nel tempo fino ad assumere la forma della basilica detta “Basilica delle Vergini” eretta nel IV° sec. d.C. e da S.Ambrogio, in seguito dedicata a S.Simpliciano (corso Garibaldi).

    Nell’881, nel IX° sec., i monaci Benedettini presero possesso della Basilica e nel 1099 risultano stabiliti nel convento costruito nelle vicinanze. Nel 1039 il convento ebbe da parte del nobile Azzone e della moglie Rienza un cospicuo lascito, e nella Basilica viene ricordato con una lapide.La Basilica eretta ad Abbazia fu resa indipendente dall’ordinario Arcivescovile e annessa al Patrimonio petrino alle dirette dipendenze del Pontefice. La Pieve di Bollate, insieme ad altre “cassine” e latifondi erano annesse alla cura dei monaci Benedettini.

    Negli statuti delle strade di Milano del 1346, sono descritte le varie località del contado di Bollate, partendo da Porta Comasina e in seguito il duca di Milano Galeazzo Visconti, con decreto 15 luglio 1385, univa la pieve di Bollate a Milano estendendo la giurisdizione del Podestà su tutti i villaggi e le cascine del territorio di Bollate.











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