Cappelle votive San Mamete e Santa Giustina

Le cappelle votive venivano costruite in punti di passaggio, lungo sentieri che si inoltravano nei folti boschi che circondavano il territorio settentrionale di Mediolanum (Milano), spingendosi fino ai piedi delle colline comasche e brianzole.

Erano meta di processioni propiziatorie per i raccolti (le famose litanie) e punto di riferimento devoto non solo per gli abitanti locali e le popolazioni barbariche convertite, stabilitesi e integratesi nel nostro territorio, ma anche per pellegrini e soldati di passaggio.

Delle diverse cappelle devozionali antiche sono sopravvissute nel nostro territorio solo quelle dedicate a San Mamete e a Santa Giustina; mentre quest'ultima venne assorbita in una chiesa più grande, ora sconsacrata, costruita attorno ai primi del 1400 come luogo di culto inserito in una "corte" di tipo lombardo (un quadrato formato tra le attuali vie Cialdini, Osculati e Zanoli) che incorporava come campanile un'antica torre di controllo del X secolo, tuttora esistente, la cappella dedicata a San Mamete è giunta sino a noi nella sua originalità, seppure ristrutturata a causa delle ferite inferte dalle intemperie e dal tempo.

Già Goffredo da Bussero, nel sec. XIII nomina l'oratorio di San Mamete nel suo Liber Notitiae Sanctorum Mediolani come situato sulla strada verso Novate, nella Pieve di Bollate "in strata Bolate". L'ha quindi perfettamente identificata, non lasciandoci alcun dubbio sulla sua antichità.

Goffredo da Bussero, nato nel 1220, fu cappellano di Rovello, nella diocesi di Milano, come egli stesso dichiara nella vita di san Galdino contenuta nel Liber. Scrisse anche altre opere, andate tutte perdute. Di lui ci resta soltanto questo Liber, conservato in unico codice presso la Biblioteca del Capitolo del Duomo di Milano. Il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani è un'importante testimonianza documentaria per la storia della diocesi di Milano. Esso è qualcosa di più di un semplice testo agiografico, rientrando nelle opere d'interesse storico. La ricchezza di informazioni toponomastiche, i fatti riportati, la suddivisione delle pievi milanesi, lo rendono fonte preziosa. Il Liber è un rifacimento postumo dell'opera di Goffredo, del quale dopo il 1289 non si hanno più tracce, sicché è opinione comune che sia morto alla fine del sec. XIII [1].

Come sia nata la devozione al giovane martire di Cesarea di Cappadocia (Asia Minore), sì da dedicargli luoghi votivi in Occidente, non è dato di sapere con precisione. Il culto dei primi martiri fra le popolazioni convertite al cristianesimo era di sprone all'esercizio delle virtù e testimonianza di fede nei riguardi dei pagani, numerosi nelle campagne e specie tra i barbari invasori calati dal Nord. Mamete e Giustina, che subirono il martirio in ancor tenera età, dovevano essere certamente un chiaro ed invitante esempio per i giovani neofiti. La loro fama, del resto, aveva oltrepassato i confini del vicino Oriente.

 


[1]Cfr. MAGISTRETTI, Introduzione a GOFFREDO DA BUSSERO, Liber Notitiae Sanctorum Mediolani.











AddFreeStats.com Free Web Stats in real-time !