Bruzzano all'epoca romana

Bruzzano, se all'epoca romana esisteva, apparteneva alla colonia latina di Milano e doveva essere un vicus(villaggio). Più precise ed abbondanti sono le documentazioni del territorio (pagus) di cui divenne capoluogo.

La testimonianza di Bruzzano romana si ebbe nel 1890, quando venne scoperta "in un fondo della famiglia Ponti, detto campagna dei Rizzi, poco distante dal casello della stazione ferroviaria, una tomba di cremato, a camera, con voltino, pareti e fondi di mattoni di modulo romano, contenente avello in pietra, coperto con lastra di beola, racchiudente l'ossario: un grande vaso di bronzo lavorato con due anse e coperchio, con due strigili (raschiatoi) di bronzo, un balsamario pure di bronzo e vari oggetti minori di cotto e ferro; fuori del sepolcro, vicino, si trovò una moneta di bronzo (un asse) imperiale. È una ricca tomba, di tipo non comune, riferibile al I° sec. d.C."

Stamnos di bronzo (IV sec. a.C.)

Stamnos in bronzo, opera greca del IV sec. a.C., scoperta in una tomba del I sec. d.C. a Bruzzano. Misura cm. 30 di diametro, cm 38,5 di altezza; col coperchio l'altezza e' di cm. 41,5 (Varese, Museo civico)
da "Storia di Milano"
Fondazione Treccani, 1953, vol. I° pag. 201 -

Il vaso trovato allora fu donato dal marchese Giacomo Ponti al Museo civico di Varese. "Si tratta di uno stamnos di bronzo, recipiente per contenere olio e vino, usato poi come urna cineraria. Lo stamnos, dalla tipica forma ovoide, è una raffinata opera di cesello in lamina di bronzo. È alto 38,5 cm., ha il piede decorato e due anse in bronzo fuso che si collegano al vaso con attacchi a palmetta. Un fregio a grandi palmette e fiori di loto è inciso sulle spalle e la bocca ha il giro esterno con una decorazione ad ovuli. È attribuito da Arturo Scenico al IV sec. a.C.; assai probabilmente di provenienza campana, può essere ritenuto oggetto prezioso di famiglia messo come urna nella tomba".

Mons. Cazzani
(Da: Pieve di Bruzzano, 1989)











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